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Home Storia della cucina ligure I cannelloni e il castellano
I cannelloni e il castellano PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Dolcino   
Martedì 14 Febbraio 2012 16:21
Anche per i cannelloni ripieni non si può essere molto precisi sulla data di nascita, né ascriverne la creazione a questo o quel luogo: presenti come sono, da tempi remoti — seppure con le ovvie varianti — in Emilia-Romagna come borlenghi, in Abruzzo e Molise come scrippelle, e ciaffagnoni in Toscana, fregnacce nel Viterbese, stracci nel Reatino... Ma i cannelloni sono schierati pure nella cucina ligure, e la vetustissima convivenza è testimoniata da un racconto di Giovanni Sercambi, trecentesco scrittore lucchese. Alla fine del secolo XIV, profondo risultava il fervore dei «Bianchi»: una moltitudine di uomini e donne, in candide cappe, che passavano da una città all'altra cantando lo «Stabat Mater» e predicando la penitenza e la pace. Nel 1399 giunsero a Genova dalla Provenza, percorrendo tutta la riviera di Ponente; successivamente si diresero a Levante. Giunti a Lerici, come in ogni altro luogo tutti si pacificavano coi propri nemici: soltanto il castellano di quel centro rifiutò di farlo, come non accettò il reiterato invito ad accodarsi alla processione. Accade allora che «uno suo figliolo di età di mesi tre, essendo fasciato, trasse le mani fuori, essendo in collo alla baila, facendone croce, e gridò tre volte: Pace et misericordia! al quale grido la balia stupefacta gridò». Tutti gli abitanti di Lerici condivisero naturalmente l'emozione della nutrice, ma il tetragono castellano non mutò il primo atteggiamento: ancora non seguì i «Bianchi», preoccupando piuttosto del pranzo, che vedeva quel giorno cannelloni ripieni. Ma «messi al fuoco, per volerne mangiare, trovò che tali macheroni erano pieni di sangue: per la qualcosa il dicto castellano prese l'abito bianco e tutta la sua famiglia, e fece con ogni persona pace e seguì gli altri a processione»... Abbastanza disgustoso, quel particolare contenuto: ma probante testimonianza, come dicevamo, che i cannelloni ripieni erano gustati — da persone magari meno empie del castellano — già nel '300.


Tratto da “Liguria a Tavola” supplemento de Il Lavoro – 1984
Testo di Michelangelo Dolcino

 


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