Hosting gratuito e dominio gratis offerti da HostingGratis.it
company logo

Cerca

Home Storia della cucina ligure A l'Aegua Santa, a-o Garbo, a San Ceprian
A l'Aegua Santa, a-o Garbo, a San Ceprian PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Dolcino   
Martedì 14 Febbraio 2012 16:17

Nel secolo scorso — quando, come fu osservato, il mondo era più grande — frequentissime erano le gite, primaverili o estive, nelle vicinanze della città. Raccolta di fiori, di frutta di stagione, pretesti per cospicue sudate in abiti che decisamente non erano «Casual», e poi lunghe, lunghissime soste ristorataci nelle più o meno rinomate osterie. Le quali spessissimo vantavano tra le scarne ma arcicollaudate specialità, cospicue fiamminghe di lasagne, col rituale binomio pesto-sugo di funghi. Anche Martin Piaggio, il popolare scio Reginn-a, visse quelle piacevolissime esperienze, e ne lasciò un grazioso sonetto:

«Chi vèu mangia con famme e gusto grande vadde pe-i monti a fa ùnn-a campagnata con quattro amixi, e primma là ghe mande chi prepare ùnna-a bella Lasagnata: zazzuin, doppo ùnn-a lunga camminata, a-o comparì d'un piatto pin chi spande tocco e formaggio, faeta ùnn-a cioccata, l'assato se ghe dà da tutte e bande. A vedde che massacro! e che maxello! Quanti sguàri! Che taggi! e labardae! E che boccoin! per faghe o ritornello: sempre co-a bocca averta, e i denti affiae, sùssae a forccinn-a, perlecchae o cottello, e l'è un miàcoo se o tondo no mangiae».

(«Chi vuol mangiare con fame e gusto grande vada per i monti a fare una scampagnata con quattro amici, e prima là mandi chi prepari una bella lasagnata; digiuni, dopo una lunga camminata, all'apparire d'un piatto che riversa sugo e formaggio, fatto un applauso, l'assalto gli si dà da tutti i lati. A vedere che massacro! e che macello! Quanti strappi! che tagli! e alabardate! E che bocconi! per fare il ritornello: sempre con la bocca aperta, e i denti affilati, succhiate la forchetta, leccate il coltello, ed è un miracolo se il piatto non mangiate»).


Tratto da “Liguria a Tavola” supplemento de Il Lavoro – 1984
Testo di Michelangelo Dolcino

 


Powered by Joomla!. Designed by: joomla templates vps hosting Valid XHTML and CSS.