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Home Storia della cucina ligure Parliamo d'uova...
Parliamo d'uova... PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Dolcino   
Martedì 14 Febbraio 2012 15:54

Gli ingredienti chiamati in causa nelle preparazioni d'oggi si ritrovano in una quantità di proverbi, di modi di dire popolari. Non vi è che l'imbarazzo della scelta, e li citiamo un po' a caso, in una sorta di... frittata.

Le uova, intanto, elemento fondamentale delle frittate stesse come d'una infinità d'altre ricette, sono presenti alla rassegna. Di chi vuol mettersi in evidenza a tutti i costi, anche a pieno sproposito, si dice ad esempio:
«O se veu mette de lungo in dozzenn-a, comme e euve marse»,
«Vuol mettersi sempre in dozzina, come le uova marce». E di chi poltrisce volentieri, si afferma che «O sta a coà l'euvo in letto», «Rimane a covare l'uovo a letto»...

Sulle bietole, poi, vi è un proverbio particolarmente saggio:
«Chi à ciù balle do sciò Giaea, rinunzie fito a-o cappin de saea».
«Giaea», in effetti, significa tanto bietola quanto ghiaia, greto; ma pensando al significato dell'italiano «bietolone», che suona come sciocco, scegliamo senz'altro la prima accezione, traducendo: «Chi ha più fisime del signor Bietola, rinunci presto al mantelletto di seta».

L'aglio, naturalmente, non difetta. «O mortà o sa de lungo d'aggio» — recita un proverbio — «Il mortaio odora sempre d'aglio»; in qualche modo analogo al diffuso «il lupo perde il pelo ma non il vizio». E anche:
«Ogni còsa a ven a taggio, finn-a e unge pe mondà l'aggio»,
«Ogni cosa viene a proposito, persino le unghie per sbucciare l'aglio».

Quanto alle cipolle, un efficace modo di dire afferma: «Fase brùxà i euggi da-e ciòule di àtri», «Farsi bruciare gli occhi dalle cipolle degli altri», accollarsi brighe che non competono. Ma pure un proverbio è pertinente:
«Donna, sùcca e cioula no son grazia de Dio»,
«Donna, zucca e cipolla non sono grazia di Dio». Affermazione — a parte il duro giudizio sui vegetali — che non può dirsi precisamente femminista. Una spiegazione? Meglio non affrontarla, ricorrendo ad altra espressione popolare:
«Parlemmo d'euve, che l'è chì Pasqua»,
«Parliamo d'uova, che Pasqua è imminente». Una frase citata tutte le volte che si voleva cambiare rapidamente argomento...

 

Tratto da “Liguria a Tavola” supplemento de Il Lavoro – 1984
Testo di Michelangelo Dolcino
 


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