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Home Storia della cucina ligure Dai piedi dell'Himalaia ci viene il limone
Dai piedi dell'Himalaia ci viene il limone PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Dolcino   
Martedì 14 Febbraio 2012 15:45

D'accordo. «Chi mette in sciò pescio o limon, ò o l'è de Cuneo, ò o l'è un belinon»: chi mette sul pesce il limone, o è di Cuneo, ossia un montanaro, oppure è — come dire? — un formidabile sciocco. Se il pesce è fresco come Dio comanda — afferma l'espressione proverbiale — perchè alternare l'ineffabile sapore? Eppure, ammettiamolo pure, a costo di apparire ben modesti buongustai, difficilmente faremmo nella fattispecie a meno del limone: un frutto che prima di donarci il suo aroma già ci rallegra col colore, già suscita secrezioni e sensazioni gustative...

Originario dell'India, ai piedi dell'Himalaia, o del sud-est del continente asiatico, raggiunse l'Europa nel I secolo dopo Cristo; una certa confusione col cedro ne rende malsicura la precisa connotazione, comunque l'erudito greco Ateneo, attorno alla fine del II secolo, nella sua opera «I sofisti a banchetto» lo descrive perfettamente. In seguito conobbe tuttavia un lunghissimo «black-out»: notizie certe ricompaiono solo con la presenza degli Arabi in Sicilia (826-1060), e la relativa coltura da loro introdotta; dall'arabo «lemon» è derivato appunto il nome con cui lo designamo.

In vari luoghi del Mediterraneo, peraltro, questa pianta sempreverde propriamente si diffuse solo attorno al 1200. Così si può credere anche per la Liguria, dove i frutti hanno conservato nel tempo una notevole rinomanza: per il grato sapore, ma anche per il numero notevolmente basso di semi, nel loro interno. E a questi si può oggi aggiungere per noi un altro vantaggio: acquistandoli da piccoli produttori, è possibile assicurarci limoni che non abbiano subito trattamento difenilico, ciò che permette pure l'impiego della scorza senza timori per la salute.

 

Tratto da “Liguria a Tavola” supplemento de Il Lavoro – 1984
Testo di Michelangelo Dolcino

 


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