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Home Storia della cucina ligure Pansouti e preboggion
Pansouti e preboggion PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Dolcino   
Giovedì 16 Febbraio 2012 10:45

I "pansòuti", col loro contenuto di magro, hanno buonissime probabilità di essere gli avi del raviolo. Un ripieno in cui domina il "preboggion", che incontreremo altrove: un "bouquet" di erbaggi che varia anche radicalmente da luogo a luogo, comprendendo le specie più diverse... Ma il perché del

nome curioso?

Durante l'assedio cristiano a Gerusalemme - si racconta - accadde un giorno che il preclaro Goffredo di Buglione fosse terribilmente affamato. Ciò è ovvio, può accadere pure ad un condottiero; quello che meraviglia, se mai, è che la sussistenza accusasse tali pecche da non potergli offrire il minimo cibo. Allora un drappello di Crociati - il simbolo stesso dell'altruismo - si portò fin sotto le mura della Città Santa, non badando al rischio dei dardi, per raccogliere negli elmi erbe commestibili. Una cernita, letteralmente, "prò Buglion'. E da tali parole, secondo la storiella patentemente falsa, deriverebbe il termine "preboggion", insieme, appunto, di vegetali mange­recci.

Secondo altri, tuttavia, quello stesso "pro-buglion" corrisponderebbe ad una stravolta contrazione di "calderone sul prato". In effetti, l'8 Agosto e sino a tempi recenti, a Sestri Ponente venivano consumati pub­blicamente un minestrone e un polpettone d'erbaggi. La raccolta labo­riosa avveniva a cura di donne e ragazzi, che in tal modo ricordavano la penuria di cibo, la ricerca comune di vegetali appena commestibili del terribile anno 1800.


Tratto da:
Le ricette liguri per tutte le occasioni

di Esther e Michelangelo Dolcino
Nuova Editrice Genovese
 


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