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Home Storia della cucina ligure Le lumache e l'assedio
Le lumache e l'assedio PDF Stampa E-mail
Scritto da M.Dolcino   
Mercoledì 15 Febbraio 2012 07:56
Da quanto tempo i Liguri consumano  chiocciole, ovvero — come ci ostiniamo a chiamarle — lumache? Per fermarci al documentato, e affidandoci allo storico latino Sallustio, possiamo
tranquillamente risalire al 106 a.C: anno in cui Roma era impegnata in guerra contro Giugurta, re dei Numidi.
Mario, il condottiero della circostanza, si trovava in un impiccio più che considerevole. Assediava da tempo una fortezza sul fiume Molocath, separante la Numidia stessa dalla Mauritania, dov'erano ammassati i tesori regi, e non riusciva a cavare il classico ragno dal
buco. La roccaforte sorgeva su di un picco roccioso, con un unico, munitissimo accesso; i reiterati assalti s'erano mostrati vani, e via via le truppe si logoravano, costrette fra l'altro a un
immutabile vitto... Fu un ligure — un oscuro milite delle coorti ausiliarie — a sbloccae la situazione. S'era allontanato una notte dall'accampamento per attingere acqua fresca, non lontano dalla roccaforte, quando scorse fra le rocce una stimolante processione di chiocciole. Prese a raccoglierle, subito pensando a una mirabolante variazione della dieta, e lentamente si spinse in avanti, ora guadagnando un roccione, ora superando una radice... Si rialzò soltanto con la bisaccia rigonfia, quando l'eccezionale teoria di molluschi si mostrò esaurita, e quasi si rifiutò di credere ai propri occhi: si trovava sull'imprendibile picco, a tu per tu con la fortezza, raggiunta attraverso un passaggio sconosciuto. Usando l'immaginabile circospezione tornò sui
suoi passi, e subito riferì quanto aveva scoperto a Mario. Il quale ovviamente guidò al più presto un attacco in forze proprio da quel lato, sistemando definitivamente le cose. L'episodio
mostra come i Liguri non se la cavarono troppo male neppure alle prese con l'epopea romana; ma anche, come si diceva in principio, spiega che è ben remoto l'uso di cucinare le chiocciole.
Le quali in tempi successivi divennero — come altrove, ad esempio a Roma — piatto tradizionale del giorno di San Giovanni Battista. Per quale ragione? L'ha spiegato a Riccardo Morbelli proprio un oste romano: «Le corna di queste bestioline sono simboliche e fanno
pensare alle corna della discordia; ingoiate le quali, ogni rancore scompare».


Tratto da “Liguria a Tavola” supplemento de Il Lavoro – 1984
Testo di Michelangelo Dolcino

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 11:05
 


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