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Home Storia della cucina ligure Menestra rescàdà
Menestra rescàdà PDF Stampa E-mail
Scritto da M. Dolcino   
Mercoledì 15 Febbraio 2012 05:40

Buggighele, e balle, a vostro maio!.,

«Bollitegliele, le palle, a vostro marito!....

Una frase che un tempo era comune ascoltare sui mercati; s'intendeva così offrire gli ovoli, ma quel pizzico di malizia rese l'espressione quasi proverbiale. Tuttavia qualche vero proverbio, o modo di dire, seppe suggerire la minestra, il nostro argomento odierno. Ad esempio, con amaro scetticismo sulla possibilità di risanare rotture profonde, è possibile sentenziare:
«L'amicizia rinnova a l'è comme a menestre rescadà», «L'amicizia rinnovata è come la minestra riscaldata»,
cioè nient'affatto invitante. E quando qualcuno ci mette in guardia sui rischi di un incontro, sulla temibilità di un individuo, e noi non condividiamo per nulla il timore, potremo ripetere:
«0 me levià o formaggio d'in scia menestra?», «Mi toglierà il formaggio dalla minestra?».
Un insulto demodé riguarda l'argomento: «Mangia menestra a-o gatto», «mangia minestra al gatto»: di individuo che vuol apparire signore, ma ha scarsissimi mezzi...

Tratto da “Liguria a Tavola” supplemento de Il Lavoro – 1984
Testo di Michelangelo Dolcino

 


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